NUOVI CANONI CONCORDATI, MA ATTENZIONE A REDIGERLI CORRETTAMENTE!

Le agevolazioni fiscali (IRPEF ridotta, cedolare secca ridotta e IMU ridotta) sono subordinate alla corretta redazione. La nostra associazione, quale firmataria dell’Accordo, è abilitata a dare assistenza.

Rinnovato nella Città Metropolitana di Bologna l’Accordo Territoriale relativo ai contratti di locazione a canone concordato, in attuazione della Legge 9 dicembre 1998 n. 431. Si tratta di un importante atto che stabilisce regole certe e trasparenti da utilizzare per una corretta redazione dei  contratti di locazione residenziale che possono usufruire di importanti agevolazioni fiscali (detassazione parziale Irpef dei canoni, utilizzo della cedolare secca ridotta, agevolazioni in riduzione dell’ IMU).

Nel solo Comune di Bologna si stima che i contratti di locazione a canone concordato vigenti siano almeno 25.000, cioè oltre la metà dei contratti di locazione attivi.

I vantaggi legati al tipo di contratto previsti dall’ Accordo territoriale, che contribuiscono a renderli appetibili, sono a favore sia dei proprietari dell’immobile locato, sia degli affittuari. Condizione essenziale, però, è che vengano redatti correttamente e nel rispetto dei limiti consentiti, pena l’esclusione totale dalle agevolazioni.

L’Accordo prevede infatti che venga concordato un canone più basso rispetto a quello di mercato sulla base di parametri oggettivi relativi allo stato dell’immobile e alla sua localizzazione; canone che può essere in parte (e a certe condizioni) detratto dal reddito imponibile del conduttore ai fini Irpef.

I proprietari, quale contropartita, possono godere di agevolazioni fiscali.

L’ U.P.P.I. – Unione Piccoli Proprietari Immobiliari – quale associazione firmataria dell’Accordo territoriale, è abilitata a prestare l’assistenza nella corretta sottoscrizione dei contratti a canone concordato.

I commenti sono chiusi