I significati pratici dell’Attestato di Prestazione Energetica

L'attestato di certificazione energetica è un documento che, tra le altre cose, illustra il consumo energetico dell’unità immobiliare o dell’edificio cui si riferisce.

Dopo che nelle prime 3 sezioni dell’attestato vengono elencati tutti gli elementi utili ad individuare univocamente l’unità immobiliare oggetto, i dati relativi all’ubicazione ed alle caratteristiche climatiche della zona geografica, e vengono elencati gli impianti presenti nell’unità immobiliare, nella quarta sezione vengono illustrati i risultati del calcolo energetico.

APE

Tali risultati sono schematizzati nella parte sinistra sotto forma di “emoticon” che forniscono una prima immediata valutazione sulle performance estive ed invernali dell’unità immobiliare.

A destra degli emoticon viene rappresentata la scala energetica all’interno della quale viene visualizzata la prestazione dell’unità immobiliare in oggetto sotto forma di una lettera che rappresenta la classe e di un numero che rappresenta il valore di Prestazione Energetica Globale dell’unità immobiliare.

Le classi indicano le prestazioni energetiche, si va dalla classe G, quella più bassa nella scala, alla classe A, la migliore in termini di rendimento energetico, a sua volta articolata in 4 sottoclassi dalla A1 (la meno performante) alla A4 (la migliore in assoluto).

Il valore di Prestazione Energetica Globale espresso nel Certificato Energetico rappresenta il consumo teorico dell’appartamento o dell’edificio oggetto della certificazione in kilowatt ora su metro quadrato per anno, ed è il valore che per legge dovrebbe comparire negli annunci immobiliari (e non semplicemente la classe energetica).

Il consumo globale riassume le componenti parziali degli impianti presenti nell’unità immobiliare (riscaldamento, produzione di acqua calda e raffrescamento per le unità residenziali, mentre per le destinazioni terziarie, commerciali e produttive vengono presi in considerazione anche i consumi legati all’illuminazione ed agli impianti di sollevamento).

Ma come quantificare in termini economici l’indice di prestazione globale?

Facciamo un esempio: se il valore è 150 kWh/mq, ipotizzando in 100 mq la superficie dell’appartamento il consumo è 15.000 kWh anno. Se la fonte energetica fosse elettrica, cioè un riscaldamento alimentato da corrente elettrica tipo pompe di calore, prendendo come prezzo medio del kWh 0,15 euro il costo del riscaldamento sarebbe:

  • 15.000 kWh anno *€ 0,15 = 2.250 euro per anno

con riscaldamento a metano, tipo caldaia e radiatori, con prezzo medio del kWh 0,10 euro, sarebbe:

  • 15.000 kWh anno *€ 0,10 = 1.500 euro per anno

Ovviamente il consumo indicato nel certificato è il valore calcolato considerando tutte le diverse componenti impiantistiche ed edilizie che sono caratteristiche di quell’appartamento, compresa la localizzazione geografica.

In ogni caso il valore indicato nello specchietto grafico è il consumo energetico proprio dell’appartamento a cui è possibile applicare il conteggio riportato sopra.

Nella parte destra della sezione 4 del certificato è indicata la classe energetica che dovrebbe avere quell’unità immobiliare se nuova o se esistente, e l’indicazione delle unità immobiliari classificate secondo la normativa come “edificio ad energia quasi zero”.

Scorrendo il certificato un’altra sezione particolarmente interessante è la 8 delle raccomandazioni che contiene il risultato della simulazione effettuata dal tecnico certificatore in merito alla classe raggiungibile attraverso uno o più interventi di efficientamento.

Per ogni intervento viene indicato:

  • la descrizione dell’intervento;
  • se tale intervento comporta o meno una “ristrutturazione importante”;
  • il tempo di ritorno dell’investimento ovvero il numero di anni necessario affinché i risparmi energetici conseguibili compensino completamente l’investimento effettuato;
  • la classe energetica e l’indice raggiungibile in kWh/mq./anno attraverso il suddetto intervento di efficientamento;
  • nel caso di più interventi, la classe energetica e l’indice complessivamente raggiungibile in kWh/mq./anno attraverso l’attuazione di tutti gli interventi di efficientamento.

 

Anche in questo caso è facile tradurre in termini monetari i vantaggi conseguibili moltiplicando la differenza tra l’indice corrente e quello raggiungibile per la superficie dell’unità immobiliare e per il costo unitario del combustibile utilizzato.

Per esempio, il risparmio di 50 kWh/mq./anno per un appartamento di 100 mq. che utilizza il metano comporta un’economia pari a circa 500 euro/anno.

In definitiva, l’Attestato di Prestazione Energetica può essere definito come quel documento che consente, analogamente a frigoriferi, televisori o altri apparecchiature, di capire quanto costerà il suo utilizzo e quale sarà il suo grado di comfort (quello di un’unità immobiliare in classe A o B sarà nettamente superiore a quello di una classe G).

Questo documento dovrebbe pertanto contribuire a formare il valore degli immobili: quando diventerà immediato guardare il consumo dell’immobile così come per un automobile le case realizzate con criteri di risparmio energetico avranno inevitabilmente un valore diverso da quelle caratterizzate da alti costi di gestione e poco comfort abitativo.

Ing. Massimo Corsini

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