La corretta gestione dell’impianto di riscaldamento

Le sempre più frequenti catastrofi ambientali e climatiche hanno evidenziato gli effetti del riscaldamento globale del pianeta ed anche i più scettici si stanno convincendo che limitare i consumi energetici è un obiettivo che va al di là del semplice tornaconto personale.

La maggior consapevolezza e sensibilità sui temi ambientali porta ciascuno di noi a confrontarsi quotidianamente con le scelte da operare.

In particolare stiamo cominciando a comprendere l’importanza delle nostre azioni in un ottica globale, in particolare per quello che riguarda due tra le principali fonti di inquinamento: le emissioni degli autoveicoli e l’utilizzo del combustibile fossile per il riscaldamento delle nostre abitazioni.

Se la limitazione nell’uso degli autoveicoli incontra non poche difficoltà a causa dell’inadeguatezza delle alternative offerte dal trasporto pubblico, maggiori progressi si stanno riscontrando sui contenimenti dei consumi energetici derivanti dagli impianti di riscaldamento domestici.

Al fine di contenere questi ultimi consumi, le misure che si possono adottare possono riguardare la riduzione del fabbisogno energetico attraverso il miglioramento delle caratteristiche dell’involucro dell’edificio (isolamento delle pareti e dei solai a contatto con locali non riscaldati, utilizzo di infissi con vetrocamera e gas) oppure l’ottimizzazione degli impianti di riscaldamento.

In entrambi i campi sono stati numerosi gli interventi pubblici sia incentivando gli investimenti sia sanzionando il mancato rispetto della normativa di settore al fine di stimolare una gestione del proprio immobile più oculata.

Al fine di diffondere una cultura ambientale e favorire una maggior conoscenza su come contenere i consumi domestici, ENEA ha recentemente elencato alcune regole pratiche per la corretta gestione dell’impianto di riscaldamento.

Prima di tutto si evidenzia la necessità di verificare l’efficienza del proprio impianto per minimizzare la quota parte di energia sprecata ed, in questo senso, occorre porre massima attenzione nella corretta manutenzione ordinaria (a periodicità stabilite per legge) e straordinaria (intervenendo tempestivamente in caso di funzionamento anomalo) anche in termini di sicurezza.

Dopo averne testato l’efficienza, occorre adottare una gestione oculata dell’impianto, verificando di non sprecare combustibile per garantire temperature eccessive negli ambienti. La temperatura ideale per il comfort abitativo è compresa tra i 19° ed i 22°, intervallo che garantisce il corretto microclima ed una umidità ottimale. Il controllo della temperatura dovrebbe tener conto anche degli apporti gratuiti: un locale a sud e ben illuminato riceve un apporto gratuito di calore dall’ambiente e pertanto dovrebbe essere riscaldato di meno di un locale con una esposizione meno favorevole. Per conseguire questa regolazione l’ideale è utilizzare un controllo ambiente per ambiente (per esempio tramite delle valvole termostatiche installate sui radiatori) o, nel caso di un controllo di zona con un unico termostato per tutto l’appartamento, occorre che esso sia installato in un ambiente che ne rappresenti le caratteristiche “medie” (ovvero lontano da fonti di calore ma allo stesso tempo dalle pareti fredde ed, in genere, dai ponti termici).

Attenzione inoltre alla regolazione temporale: i termostati a norma devono essere regolabili almeno su 2 livelli di temperatura e sono dotati di un timer per l’accensione e lo spegnimento automatico al fine da consentirne l’utilizzo solo quando necessario e con la giusta differenziazione tra ore diurne e notturne, rispettando la durata massima di accensione stabilita per legge.

La corretta efficienza dell’impianto e la sua corretta regolazione, possono poi essere parzialmente inficiati da comportamenti errati come non chiudere le persiane e le tapparelle nelle ore notturne oppure collocare ostacoli davanti e sopra i termosifoni ostacolando la diffusione del calore.

Buona norma sarebbe inoltre inserire un pannello riflettente (anche un semplice foglio di carta stagnola) tra parete e termosifone, specie nei casi in cui il calorifero è incassato nella parete e tende a disperdere parte del calore verso l’esterno.

In un ottica più ambiziosa poi ciascuno di noi dovrebbe ragionare sulle possibilità di migliorare strutturalmente le caratteristiche della propria abitazione magari approfittando di lavori eseguiti con altre finalità e contribuendo ad ammortizzare le spese fisse comunque sostenute (per esempio il costo del ponteggio).

Per capire in che modo migliorare le performances occorre approfondire a monte la conoscenza del proprio immobile facendo effettuare il check-up tramite la diagnosi energetica o l’attestato di prestazione energetica (APE) per individuare gli interventi più convenienti per contenere consumi e costi.

Il check-up consente di capire se è più conveniente puntare sul miglioramento dell’involucro (per esempio con un cappotto o finestre nuove) oppure investire sull’impianto puntando su sistemi più performanti e meno impattanti (caldaie a condensazione, pompe di calore, energie rinnovabili) o anche limitandosi ad intervenire esclusivamente sul sottosistema di controllo magari facendo ricorso alle possibilità offerte oggi dalla domotica che consente un utilizzo più intelligente dell’impianto di riscaldamento, adattato sulle nostre reali esigenze e maggiormente integrato con gli altri impianti domestici generando talvolta sinergie inaspettate.

Ing. Massimo Corsini

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