RIFORMA DEL CATASTO: L’UPPI È STATA ASCOLTATA!!

I nostri timori erano fondati: all’aumento della base imponibile, dovuto dalla riforma del catasto, non corrisponderebbe il calo delle aliquote delle imposte sulla casa!

L’UPPI apprende con soddisfazione la notizia che il Governo nel Consiglio dei Ministri, convocato per oggi, non approverà il secondo decreto delega sul catasto riguardante il nuovo algoritmo per la determinazione dei nuovi valori catastali per 63 milioni di immobili in Italia.
Lo stesso Premier Renzi ha bloccato la riforma del catasto preoccupato che il passaggio dai vani ai metri quadri e l’adeguamento ai valori di mercato, potesse portare ad un aumento della tassazione sulla casa.

Ancora una volta l’UPPI ha colto nel segno e ha ottenuto il risultato sperato: la riforma del Catasto è stata bloccata dal Governo perché evidentemente si è accorto che il nuovo algoritmo presentava notevoli problemi di applicazione e avrebbe messo a rischio il principio dell’invarianza di gettito.
Grave che, ad oltre un anno dall’approvazione della legge delega e a pochi giorni dalla sua scadenza, si apprenda solo oggi che dalle simulazioni dell'Agenzia delle Entrate emergerebbe un incremento delle rendite catastali fino a sei volte facendo, venire meno quindi il rispetto dell'invarianza di gettito voluta dal Parlamento.
Solo venerdì scorso il vice direttore dell’Agenzia delle Entrate, Gabriella Alemanno, intervenendo a Firenze ad un convegno organizzato dall’UPPI sulla riforma del Catasto, aveva confermato che il Consiglio dei Ministri di oggi avrebbe approvato la bozza del decreto sugli estimi catastali.

Consapevole che la pressione fiscale sugli immobili ha raggiunto livelli insostenibili e che, nel 2014, ha superato i 42 miliardi di Euro con un aumento negli ultimi tre anni del 160%: dai 9,2 miliardi del 2011 ai 23,9 miliardi del 2014, l’UPPI ritiene corretto che la riforma del catasto proceda al pari della riforma fiscale.
L’aumento della pressione fiscale sugli immobili ha fortemente danneggiato il settore dell’edilizia e delle costruzioni e non ci sarà una vera ripresa in Italia senza una riduzione delle tasse sugli immobili, soprattutto di quelle locali.

Con l’introduzione dal 2016 della Local Tax, che andrà a sostituire l’IMU e la TASI, l’UPPI si chiede se il Governo non abbia davvero intenzione di continuare a mettere mano nelle tasche dei piccoli proprietari immobiliari e se la promessa che le tasse saranno ridotte sia ancora credibile.
L’UPPI non approverà la riforma del catasto finché non avrà la certezza della corrispondente diminuzione delle aliquote di tutte le imposte al fine di ottenere l’invarianza del gettito!

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