TENDE PARASOLE E STRUTTURE LEGGERE: AUTORIZZAZIONE NECESSARIA?

Con l’arrivo dell’estate si pensa ad installare le tende frangisole su terrazzi e balconi  e spesso ci si lascia vincere dalla tentazione di chiudere il balcone con una veranda. I fortunati possessori di giardini privati potrebbe addirittura pensare di installare delle strutture leggere quali pergolati, gazebo, tettoie, pensiline, pergotende e tensostrutture.

Quando la nostra proprietà è posta all’interno di un condominio, occorre avere da parte dell’assemblea condominiale una delibera di autorizzazione, rilasciata dietro presentazione del progetto di ciò che si vorrebbe installare. Ovviamente devono essere rispettate le distanze di cui agli articoli 873 e i diritti di terzi come da codice civile. Salvo diverse disposizioni del regolamento condominiale.

Il problema si complica quando iniziamo a fare i conti con la burocrazia, in quanto occorre stabilire se il manufatto che vogliamo realizzare richiede o meno la preventiva autorizzazione amministrativa. Il problema delle autorizzazioni amministrative necessarie alla installazione delle strutture leggere  non è di facile soluzione in quanto, tali manufatti, sembrano trovarsi in una "zona grigia", a confine tra l'edilizia libera e le opere che richiedono un titolo abilitativo; non abbiamo delle norme precise e, spesso, bisogna fare affidamento su regolamenti edilizi comunali e, soprattutto, sul buon senso di chi è chiamato a valutare l'esistenza di un possibile abuso.

INSTALLAZIONI PRECARIE ED AMOVIBILI

In linea di principio, un primo indicatore potrebbe essere costituito dalla funzione che il manufatto assuma: potrebbe essere di ombreggiamento o schermatura solare come le tende e i pergolati, protezione dagli agenti atmosferici come tettoie e pensiline o aumento dello spazio vivibile dell’appartamento come le verande e i gazebo. La giurisprudenza valorizza anche altri fattori, in primo luogo la precarietà e l’amovibilità dell’opera: un manufatto è definito precario se è rimovibile senza demolizioni ed ha carattere temporaneo; in questo caso l’opera è esente da autorizzazioni. In linea generale si può affermare che i manufatti amovibili e di modeste dimensioni possono essere installati anche con una comunicazione di inizio lavori, mentre le strutture fisse, o che implicano un aumento della volumetria, necessitano di SCIA se non addirittura di permesso di costruire.

PERGOTENDE

Essendo una invenzione abbastanza recente, non esiste una definizione precisa per questa tipologia  di manufatto, in linea di massima potremmo dire che la pergotenda è un incrocio tra un pergolato e una tenda in quanto si tratta di una struttura leggere che fa da sostegno a delle tende, che generalmente sono in plastica o comunque impermeabili. L’impiego di materiali di diversa natura incide sulla definizione dei manufatti e pesantemente sulle procedure per la loro installazione. Tale tipologia di manufatto , pur essendo installata per soddisfare esigenze non precarie  mira a rendere meglio vivibili gli spazi  esterni delle unità abitative, ma non richiede alcuna autorizzazione in quanto, per la struttura e i materiali utilizzati non rientra nella nozione di interventi di nuova costruzione.

Per installare una perotenda non è necessario alcun permesso quando le pareti siano realizzate con materiali leggeri, le dimensioni siano tanto modeste da non modificare la destinazione d’uso degli spazi esterni e sia facilmente ed immediatamente rimovibile. Solo a queste condizioni la pergotenda viene considerata un mero arredo esterno.

Il  Comune ordina la demolizione di un manufatto realizzato in assenza di titolo abilitativo in aderenza ad un preesistente immobile, composto da una struttura inamovibile, anche se solo parte della stessa struttura risulta inamovibile, in quanto non riflette esigenze meramente transitorie  e determina una trasformazione  urbanistica del territorio.

PERGOLATI

Il pergolato consiste in un’impalcatura, generalmente a sostegno di piante rampicanti o di teli rimovibili, costituita da montanti verticali riuniti superiormente da elementi orizzontali ad altezza del suolo tale da consentire il passaggio di persone; scopo del manufatto è adornare e ombreggiare giardini e terrazzi. Per sua natura, si tratta di strutture facilmente amovibili, prive di fondamenta anche se la struttura è generalmente ancorata al pavimento, aperte almeno su tre lati e nella parte superiore e non necessita di titoli abilitativi edilizi.

Il pergolato si trasforma in tettoia quando viene coperto, anche parzialmente, nella parte superiore, con materiali non facilmente amovibili, nel qual caso, in relazione alle dimensioni ed all’incidenza dell’opera sul territorio, può richiedere il preventivo rilascio di una autorizzazione amministrativa. In genere occorre fare riferimento al Regolamento edilizio dei singoli comuni.

GAZEBO

Il gazebo è anch’esso una struttura leggera, non aderente ad altro immobile, coperta nella parte superiore ed aperta ai lati, realizzato con uno “scheletro” in metallo o in legno, talvolta chiuso ai lati da tende facilmente amovibili. Il gazebo, generalmente, viene considerato un arredo per spazi esterni e viene utilizzato per l’allestimento di eventi all’aperto, nel qual caso è considerata una struttura temporanea, ciò non toglie che possa avere anche natura permanente per la migliore fruibilità di spazi aperti come giardini o ampi terrazzi, anche in questo caso occorre fare riferimento al regolamento comunale.

VERANDE

La veranda è un locale o uno spazio coperto avente le caratteristiche del loggiato, balcone, terrazza o portico chiuso sui lati da superfici vetrate e con elementi trasparenti ed impermeabili, parzialmente o totalmente apribili.

La veranda dal punto di vista edilizio determina un aumento della volumetria e di superficie utile dell’unità abitativa nonché una modifica della sagoma dell’edificio e necessita del permesso di costruire.

TENDE PARASOLE

Una tenda parasole è composta da una struttura metallica ancorata alla parete o alla tavoletta del balcone dell’appartamento sovrastante, che sorregge un telo di copertura per la protezione dell’ambiante sottostante dal sole.

Le tende da sole rientrano nelle opere soggette al controllo da parte del settore edilizia privata essendo assimilabili a interventi di manutenzione straordinaria, in quanto possono alterare la facciata dell’edificio.

Non determinano alcuna variazione del plano-volumetrico dell’immobile principale.

PENSILINE

La pensilina, è indicata come un elemento edilizio di copertura posto in aggetto alle pareti perimetrali esterne dell’edificio e priva di montanti verticali di sostegno.  E’ una struttura in aggetto,  ancorata alla facciata dell’edificio ed assolve alla funzione di proteggere le finestre e le porte dagli agenti atmosferici, come ad esempio le pensiline poste sui portoni di ingresso.

Alcuni regolamenti considerano che la pensilina comporti una modifica del prospetto dell’edificio ed è necessario ottenere una specifica autorizzazione edilizia, anche in conseguenza delle dimensioni.

TETTOIE

La tettoia è indicata dalle definizioni uniformi come un elemento edilizio di copertura di uno spazio sostenuto da una struttura discontinua, adibita a usi accessori oppure alla fruizione protetta di spazi pertinenziali. Si tratta quindi di una struttura intelaiata su pilastri ancorati o eventualmente ancorata i muri dell’edificio, caratterizzata da una copertura.

Le tettoie comportano un incremento permanente della superficie abitabile, trattandosi di strutture inamovibili e vengono quindi considerate opere fisse di pertinenza dell’appartamento. in relazione alle dimensioni e alle caratteristiche strutturali, richiedono il rilascio di un titolo edilizio.

Il permesso di costruire deve essere richiesto non solo per la creazione di nuovi volumi, ma per tutti gli interventi che, implicando una modifica del territorio, non possono essere considerati minori.

Le opere precarie necessitano del permesso di costruire, rientrando a pieno titolo nei confini disciplinari dell’attività edilizia libera. Le opere precarie sono caratterizzate dalla tipologia di materiali utilizzati per la loro realizzazione e dalla temporaneità dell’intervento. Ad esempio la tensostruttura non rientra in questa tipologia. Allo stesso tempo però, le opere aventi carattere stagionale, se destinata a soddisfare interessi permanenti nel tempo, dovessero essere equiparate alle nuove costruzioni soggetti, quindi a permesso di costruire. Detto in altri termini, le opere precarie sarebbero caratterizzate da alcuni elementi: temporaneità della destinazione d’uso, carattere stagionale e agevole rimozione della struttura, caratteristiche costruttive e tipologia dei materiali impiegati.

MICHELA ZUMPANO

Delegazione UPPI Castel San Pietro Terme

 

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