Affitti sociali diffusi, la proposta alla Camera dei piccoli proprietari
Case vuote a disposizione degli inquilini, l’UPPI rilancia sull’emergenza abitativa proponendo una
locazione sociale diffusa in cui impegnare enti locali, proprietari e inquilini in un’ottica che ribalta le
vecchie contrapposizioni.
I piccoli proprietari, rappresentati dal Presidente Nazionale Fabio Pucci e dal Segretario Generale
Jean-Claude Mochet, hanno presentato la loro proposta all’audizione della commissione Ambiente
della Camera nell’ambito dell’esame della proposta di legge C. 1169 (Furfaro e altri) e C. 1562
(Santillo ed altri) in materia di edilizia residenziale pubblica, recupero del patrimonio abitativo e
sostegno all’emergenza abitativa.
Dopo aver presentato i dati allarmanti sull’emergenza abitativa e analizzato positivamente le due
proposte di legge, che puntano prevalentemente al recupero degli alloggi di edilizia residenziale
pubblica e al loro incremento a vantaggio delle famiglie più disagiate, l’UPPI è andata oltre,
ritenendo che la grave situazione vada affrontata con un approccio integrato e inclusivo, mettendo
in campo tutte le risorse disponibili, sia pubbliche che private.
In Italia circa il 70% delle famiglie vive in una casa di proprietà e la piccola proprietà diffusa (spesso
per investimento o eredità) costituisce di fatto un “polmone” potenziale di alloggi disponibili per
l’affitto. Ma a fronte di decine di migliaia di alloggi pubblici da costruire nei prossimi anni, esistono
oggi circa 10 milioni di abitazioni private inabitate che potrebbero essere immesse sul mercato
della locazione con adeguate garanzie e incentivi. È pertanto fondamentale che le politiche
pubbliche non determinino una competizione sleale o una sovrapposizione inefficiente tra settore
pubblico e privato, bensì li armonizzino.
Le proposte di legge C. 1169 e C. 1562 rappresentano un significativo passo avanti, ha detto Pucci,
ma per massimizzare l’impatto di tali riforme è necessario coinvolgere la piccola proprietà edilizia
non come controparte da penalizzare o tassare, ma come alleato strategico: migliaia di piccoli
proprietari sono pronti a fare la loro parte mettendo a disposizione alloggi per affitti sostenibili,
l’attivazione di migliaia di nuovi contratti di locazione a canone concordato su immobili privati
attualmente sfitti genererebbe un significativo incremento del gettito fiscale attraverso
l’incremento delle imposte indirette connesse nonché l’indotto economico (manutenzioni,
ristrutturazioni, interventi di riqualificazione, servizi accessori). L’UPPI si è dichiarata da subito
disponibile a collaborare con le istituzioni nella definizione dei dettagli operativi di un vero e
proprio Programma nazionale di locazione sociale diffusa.
L’idea è stata apprezzata dai deputati che hanno chiesto chiarimenti per poter inserire i relativi
emendamenti nel corso della discussione delle proposte di legge.
Il Segretario Generale Il Presidente Nazionale
dr. Jean-Claude MOCHET Fabio PUCCI








