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L'attestato di certificazione energetica: qualche informazione per comprendere meglio il significato.

L’attestato di certificazione energetica: qualche informazione per comprendere meglio il significato.

5 Novembre 2014/in Tecnico /da UPPI Bologna
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In Italia si comincia a parlare di certificazione energetica soltanto nel 2005 con il Decreto Legislativo 19 agosto n° 192 che, recependo una norma europea finalizzata al contenimento dei consumi energetici, prevede all’articolo 6 l’obbligo di dotare dell’Attestato di Certificazione Energetica gli edifici di nuova costruzione, nonché di allegare tale Certificato agli atti di compravendita e di consegnarlo, in caso di locazione, al conduttore.

Senza dilungarci sulla differita applicazione di tali obblighi, e sulle deroghe che tali obblighi hanno avuto in ambito nazionale, ci si limiterà qui a ricordare come la diffusione degli Attestati di Certificazione Energetica inizi nella nostra regione a seguito della Delibera 156/2008 che prevede l’obbligo di redigerlo nei casi di nuove costruzioni o ristrutturazioni/ampliamenti significativi, nonché nei seguenti casi:
• a decorrere dal 1° luglio 2008, nel caso di trasferimento a titolo oneroso dell’intero immobile con esclusione delle singole unità immobiliari,
• a decorrere dal 1° luglio 2009, alle singole unità immobiliari, nel caso di trasferimento a titolo oneroso (con il recentissimo DGR 1366 è stato introdotto l’obbligo di riportare già negli annunci commerciali di vendita l’indice di prestazione energetica e la relativa classe contenuti nell’Attestato);
• a decorrere dal 1° luglio 2010, agli edifici e singole unità immobiliari soggetti a locazione con contratto stipulato successivamente a tale data
• per accedere agli incentivi ed alle agevolazioni di qualsiasi natura, come sgravi fiscali o contributi a carico di fondi pubblici o della generalità degli utenti, finalizzati al miglioramento delle prestazioni energetiche dell’unità immobiliare, dell’edificio o degli impianti.
È chiaro quindi che è solo a partire dal 2009 che l’Attestato di Certificazione Energetica comincia a diventare un documento relativamente conosciuto, dal momento che i relativi obblighi normativi interessano una larga fetta della proprietà immobiliare.
Nonostante la sua “fama”, non sempre positiva (evitando di aprire il dibattito ci limiteremo qui a dire che l’esigenza di dotare gli immobili di una “patente energetica” nasce dalla crescente sensibilizzazione dell’opinione pubblica in tema di inquinamento, risparmio energetico e miglioramento qualitativo dell’edilizia), sia sempre più diffusa, non di rado rimane però un documento dal significato un po’ oscuro che si fa predisporre in quanto obbligatorio, e poi velocemente si archivia nel cassetto.
Indubbiamente, come tutti i documenti tecnici soffre di un certo schematismo formale, i numeri prevalgono sulle parole, e queste spesso sono poco chiare.
Insomma, nonostante il bravo certificatore cerchi di spiegare al proprio committente il documento che ha elaborato, da parte di quest’ultimo non c’è probabilmente grande interesse a comprenderlo o, forse, più semplicemente l’espressione dei risultati della certificazione non è espressa in modo sufficientemente chiaro per i non addetti ai lavori. Per cercare almeno in parte di rendere più trasparente i contenuti dell’Attestato di Certificazione Energetica, proviamo allora ad esaminarne la struttura soffermandoci in particolare su alcuni concetti che, se compresi meglio, conferiscono al documento una certa utilità pratica.

DATI DELL’IMMOBILE: in questa sezione del certificato, in alto a sinistra del primo foglio, sono riportati tutti i dati utili ad identificare l’immobile (estremi catastali, proprietario, indirizzo).
Si sottolinea l’importanza tra questi dati della destinazione d’uso che influisce in modo determinante sull’attribuzione della classe, in quanto essa è posta in stretta relazione con le attività che in tale immobile si svolgono (residenziale, commerciale, produttivo, …).

DATI GENERALI: questa sezione, in alto a destra nel primo foglio, raccoglie i dati dimensionali dell’immobile. Tra questi dati i più importanti sono:
• Zona Climatica: il territorio nazionale è stato suddiviso in 6 zone (AF), dove la zona A raccoglie le località più calde e quella F le più fredde. La localizzazione dell’immobile è un fattore fondamentale per valutarne concretamente le caratteristiche energetiche: una coibentazione od un’infisso non sono “buoni” in assoluto ma in relazione alle condizioni climatiche esterne.
• Rapporto S/V: è il cosiddetto “rapporto di forma” pari al rapporto tra la superficie disperdente dell’immobile (S), data dalla somma di tutte le superfici che “confinano” o con l’esterno o con altri vani non riscaldati (scale, cantine, sottotetti,…), ed il volume lordo totale riscaldato dell’immobile. Tale rapporto di forma è un elemento di fondamentale importanza per la determinazione della classe energetica in quanto tanto più esso è basso, tanto più è probabile che la classe energetica sia buona. Tale rapporto cambia sensibilmente anche all’interno dello stesso fabbricato e fa sì che, ad esempio, gli appartamenti posti all’ultimo piano o al piano terra (sopra cantine, garage o a contatto diretto con il terreno) siano caratterizzate da una classe energetica più scadente di quelli ai piani intermedi.

CLASSE ENERGETICA: è il “voto finale” assegnato all’immobile. Nel certificato lo troviamo indicato al centro della prima pagina, sia in cifre che graficamente su una scala colorata che va dalla classe migliore (A+) alla più scarsa (G), e nella seconda pagina in alto su una scala “tachimetrica”

EVENTUALI INTERVENTI MIGLIORATIVI: il certificatore nella parte bassa della prima pagina, deve indicare un intervento che incrementi in modo significativo le prestazioni energetiche dell’immobile.
A fronte di un’analisi costi benefici operata sui possibili interventi, il certificatore individua l’intervento più conveniente indicando:
• Stima Ritorno Investimento: ovvero il numero di anni necessari a recuperare, in termini di risparmio energetico e quindi economico conseguito, l’investimento effettuato;
• Energia Primaria risparmiata: è il dato che quantifica il guadagno energetico (espresso in kWh/mq/anno) conseguibile con l’intervento. Sottraendo tale valore a quello calcolato (riportato in cifre sotto la classe energetica) è possibile immediatamente sapere quante classi energetiche si potrebbero acquistare effettuando l’intervento suggerito;
• Emissioni CO2 risparmiate: indica i kg di anidride carbonica che si potrebbero risparmiare semplicemente migliorando l’efficienza del proprio immobile. Anche se si tratta di un dato teorico, è interessante correlare l’effetto degli interventi migliorativi con i benefici ambientali che ne derivano, per comprendere meglio come il nostro comportamento e le nostre scelte possano contribuire a modificare l’ambiente in negativo o in positivo.

NUMERO DI ATTESTATO: riportato trasversalmente su tutte le pagine, è il protocollo con il quale il Certificato è stato registrato all’anagrafe regionale. Affianco al numero del certificato viene indicato anche l’intervallo temporale di validità, ovvero 10 anni dal momento in cui è stato registrato.

FABBISOGNI SPECIFICI DI ENERGIA: questa tabellina, riporta la quantità di energia richiesta dall’involucro edilizio per garantire un corretto microclima interno. Tra i dati riportati si segnala anche un’indicazione “qualitativa” relativa al comportamento estivo dell’immobile, caratterizzato dalla Classe di Prestazione dell’Involucro Edilizio, che può variare da cattiva (classe V) a ottima (classe I) e tiene conto delle caratteristiche geometriche e termofisiche dell’involucro.

CARATTERISTICHE SPECIFICHE DEL SISTEMA EDIFICIO/IMPIANTI: in questa sezione del Certificato, nella parte inferiore della seconda pagina, sono elencate tutte le caratteristiche che contraddistinguono l’involucro edilizio (ovvero muri + solai + infissi) e gli impianti.
C’è da osservare che per quanto riguarda gli impianti attualmente nella determinazione della classe energetica non vengono contabilizzati (seppure descritti in questa sezione) gli apporti relativi al condizionamento estivo ed all’illuminazione.
Lungi dal voler esaurire in questa sintetica analisi tutti gli aspetti legati alla Certificazione Energetica, ci si augura che essa, focalizzandone alcuni aspetti, possa chiarire che l’Attestato può essere qualcosa di più di un semplice adempimento amministrativo.
L’attestato, seppure in modo schematico, descrive infatti le principali caratteristiche energetiche dell’immobile, differenziando quelle relative all’involucro da quelle impiantistiche, evidenziando i pregi, difetti e potenzialità dell’unità immobiliare, indicando anche le possibili strategie di investimento e quantificandone gli effetti.
In altre parole, i proprietari che fanno eseguire un’indagine energetica del proprio immobile perché costretti dalla normativa, dovrebbero rendersi conto anche delle opportunità offerte dalla comprensione dei risultati di tale analisi, in base ai quali essi potrebbero impostare una più oculata gestione del proprio bene che, in un orizzonte temporale ragionevole, contribuisca alla riduzione dei consumi energetici ed all’incremento del valore immobiliare, con ricadute positive quindi sia per il proprio bilancio economico che per quello ambientale della collettività.

Ing. MASSIMO CORSINI

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